Abuso Legge 104

Abuso Legge 104

Uno dei casi trattati di frequente dal nostro Studio è l’abuso della legge 104 / 92.

La legge 104 del 92, prevede delle agevolazioni per alcune categorie di dipendenti.

In particolare, consente ai lavoratori che hanno un familiare con problematiche di disabilità di usufruire di permessi che possono essere ore ed in taluni casi anche di giornate lavorative per l’assistenza del familiare portatore di handicap.

Le ore e le giornate di permesso vengono regolarmente retribuite dal datore di lavoro.
Sia gli enti pubblici che i privati hanno facoltà di far espletare delle indagini per la verifica del reale utilizzo del lavoratore dipendente.

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo il licenziamento per giusta causa intimato al lavoratore, per aver usufruito di permessi (giornalieri) per finalità personali e, quindi, diverse da quelle per le quali gli stessi erano stati concessi.

Il nostro Studio al momento dell’incarico professionale acquisisce tutti gli elementi di prova che potranno essere utilizzati per legittimare il licenziamento per giusta causa.

Tali elementi di prova verranno poi confermati in caso di segnalazione all’Autorità Giudiziaria per eventuali reati che verranno ravvisati durante le indagini.

STUDIO MASILE INVESTIGAZIONI SRLS

Via San Lucifero, 59 - 09125 Cagliari  - Tel. 070.270010 -   P. IVA 03792660924
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Lo Stalking Giudiziario

Lo Stalking Giudiziario

Lo stalking giudiziario è un reato previsto e punito dall’art. 612 bis del Codice Penale.

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita

Nello stalking giudiziario avviene un ribaltamento dei ruoli, in quanto il carnefice si traveste da vittima e trascina in tribunale la vera parte lesa. In genere avviene quando il coniuge non accetta la separazione o il divorzio, soprattutto se avvengono in seguito a violenze domestiche. Spesso il tutto viene accompagnato con la minaccia di togliere i figli alla controparte.

E’ un vero e proprio stalking nello  stalking e si verifica quando l’ex coniuge, ferito dal trauma di una separazione conclusa male, continua a perseguitare il coniuge o il  compagno/a, non solo con minacce, insulti e aggressioni, ma pensa di potersi affidare ad una giustizia, che in realtà è la “sua giustizia”, che ritiene a suo favore, con continue denunce.
Ciò avviene soprattutto quando si è in presenza di figli che si cerca in tutti i modi di sottrarre, all’ex moglie o all’ex compagna e viceversa, inventando di sana pianta qualsiasi tipo di stratagemma per supportare la tesi delle continue denunce.

Al primo insorgere di queste problematiche consigliamo di rivolgersi immediatamente al nostro Studio www.studiomasile.it al fine di porre in essere tutte quelle attività per acquisire gli elementi di prova per la salvaguardia della propria vita privata e dei propri congiunti.

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Contraffazione di marchi e brevetti

Contraffazione di marchi e brevetti

Sullo spionaggio industriale: contraffazione di marchi e brevetti (l’imitazione del marchio la contraffazione del marchio, l’utilizzo del marchio altrui e l’imitazione di un prodotto)

A cura di Brunello Masile

Volendo procedere per gradi , è opportuno effettuare una distinzione tra i soggetti che a vario titolo partecipano alla diffusione del fenomeno contraffattivo, tra i quali rientrano non solo coloro che partecipano al processo produttivo, ma anche i rivenditori e/o distributori delle merci, i quali occupandosi della fase di collocamento dei prodotti inseriscono materialmente i falsi nel mercato.
Appare chiaro che alcuni falsi che vengono introdotti nel mercato, come ad esempio borse di pregio, portafogli, orologi di pregio che vengono venduti nelle spiagge, non sono altro che la punta dell’iceberg.

Se tale responsabilità appare naturale nei casi in cui il venditore abbia partecipato o sia consapevole dell’illiceità del prodotto da lui commercializzato, non è così automatico per colui che si pone come terzo soggetto estraneo al processo produttivo della merce contraffatta o addirittura commercializzi un prodotto la cui contraffazione venga accertata successivamente.
Uno tra i canali utilizzati dai soggetti coinvolti per la messa in commercio del falso, oltre al web, è quello delle fiere, in cui vengono presentati per la prima volta i prodotti realizzati. Data l’importanza che tale momento assume per le imprese, a fronte dei costi sostenuti per parteciparvi e ai possibili guadagni economici e d’immagine che possono derivarne,  un’assenza di protezione attraverso gli strumenti giuridici della proprietà industriale e intellettuale, vanificherebbe lo sforzo e gli investimenti profusi nella realizzazione dei prodotti.

Per tale motivo, consigliamo agli imprenditori di rivolgersi al nostro Studio per ottenere i seguenti risultati:
a) Verificare se all’interno del proprio impianto aziendale vi è qualcuno che sta già facendo fuoriuscire informazioni riservate, ovvero, progetti, strategie o informazioni riservate.
b) Impedire che questo accada
c) Porre in essere tutte le contromisure necessarie per evitare che lo spionaggio industriale porti reali danni all’impresa e quindi alle sue politiche commerciali.
d) Prendere seri provvedimenti nei confronti del dipendente che ha commesso le fattispecie di reato.

Come professionista quando indago su casi di concorrenza sleale e spionaggio industriale, l’obiettivo è quello di portare reali elementi di prova che siano in grado di risolvere il problema. Consiglio al minimo sospetto di contattarci per un primo incontro senza impegno così da inquadrare il problema e valutare l’eventuale opportunità di svolgere un’indagine a tutela del patrimonio aziendale.

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Antisabotaggio Industriale

Antisabotaggio Industriale

Per Controspionaggio Industriale si intende l’insieme di attività poste in essere dall’azienda che intende proteggere il proprio Know-How e i propri segreti da attività svolte da parte di terzi non autorizzati.

I primi segnali che lo caratterizzano e dai quali si possono riconoscere i sintomi dello spionaggio industriale sono:

– preventivi inoltrati a società concorrenti; 
– scarso rendimento dei dipendenti nel  lavoro a loro assegnato; 
– scarso interesse dei soci nel tutelare gli interessi dell’azienda;
– calo del fatturato;

Questi segnali devono essere presi con estrema serietà per prendere contatto con un investigatore privato specializzato.

 

Il fenomeno del controspionaggio ed antisabotaggio industriale è strettamente collegato alla tutela dei sistemi di comunicazione.

La difesa del patrimonio aziendale non riguarda solo le defezioni, l’infedeltà e insidie dei partners e del personale dipendente ma nel suo contesto anche le comunicazioni orali.

Con l’utilizzo di speciali apparecchiature di salvaguardia della riservatezza viene disposto un accertamento tecnico investigativo per constatare l’esistenza di eventuali interferenze che possono essere collegate a terze persone.
Queste misure di sicurezza furono utilizzate già nel 1975 da Errico Masile fondatore dello Studio, e dai suoi illustri colleghi, tra i quali possiamo annoverare Tom Ponzi, Ernesto Manzini e Renato Cava, quest’ultimo fondatore del Concorde Security Consultans Group and Criminology, oltre al famoso investigatore Harold Lipset che scopri il famoso scandalo Watergate

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L’investigatore privato può far annullare l’assegno di mantenimento?

L’investigatore privato può far annullare l’assegno di mantenimento?

“Il tribunale … dispone l’obbligo per un coniuge di somministrare periodicamente a favore dell’altro un assegno quando quest’ultimo non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive”

 

Tale diritto sussiste fintantoché il beneficiario non passi a nuove nozze oppure venga dimostrata la convivenza con un altro coniuge.

In questo caso lo Studio Masile Investigazioni si occupa dell’acquisizione degli elementi di prova al fine di dimostrare la reale convivenza. In una recente sentenza della Corte d’Appello di Cagliari è stata depositata nell’interesse del reclamante la relazione investigativa redatta dallo Studio di consulenza di Investigazioni Private del dott. Brunello Masile attestante la convivenza stabile tra due coniugi; tale relazione non è mai stata contestata, neppure genericamente, dall’odierna appellante

= PER QUESTI MOTIVI =

La Corte di Appello di Cagliari, definitivamente pronunciando sull’appello avverso la sentenza del Tribunale di Cagliari, rigetta l’appello e condanna l’appellante alle spese di giudizio.

Differenze con l’assegno di mantenimento nella separazione

L’assegno divorzile ha una disciplina diversa rispetto all’assegno di mantenimento in sede di separazione giudiziale. La differenza tuttavia non è soltanto terminologica, ma sostanziale.
I presupposti dell’assegno di mantenimento sono quelli legati all’esistenza del vincolo coniugale non ancora cessato, e quindi alla sussistenza di un vincolo di coniugio, con il divorzio, la situazione cambia.
I coniugi infatti sono sono più tali, e ciò ha rilievo soprattutto in riferimento a quel criterio di “tenore di vita” quasi mai messo in discussione per l’assegno di  mantenimento in sede di separazione, mentre è oggetto di vivace dibattito nell’ambito dei criteri di quantificazione dell’assegno divorzile.

I presupposti dell’assegno divorzile

Il riconoscimento e la quantificazione dell’assegno divorzile, devono oggi essere valutati sulla base dei seguenti fattori:
1) Le rispettive condizioni economiche e patrimoniali;
2) Il tenore di vita avuto in costanza di matrimonio. Tale elemento, prima rientra oggi a pieno titolo quale elemento per la quantificazione dell’assegno;
3) Il contributo effettivo che il coniuge richiedente ha dato alla vita patrimoniale, l’eventuale e conseguente sacrificio “delle aspettative professionali e reddituali del coniuge richiedente”;
4) La durata del rapporto matrimoniale;
5) Le potenzialità professionali e reddituali al termine della vita di matrimonio, anche in considerazione dell’età di chi richiede l’assegno e più in generale del mercato del lavoro. Questo criterio deve poi essere calato nel contesto sociale all’interno del quale i coniugi vivono ed hanno vissuto.

In relazione al punto (1)
Per l’individuazione dei predetti fattori, la Cassazione cita in particolare l’articolo 3 della Costituzione in riferimento all’effettività del principio di uguaglianza.

Come precisato dalla Cassazione, il principio di uguaglianza sostanziale si declina anche nei suoi aspetti legati alla vita familiare e matrimoniale, come del resto recita l’articolo 29 della nostra Carta Costituzionale.

La perdita del diritto a percepire l’assegno divorzile

Il diritto a percepire l’assegno divorzile cessa quando il coniuge che lo percepisce passa a nuove nozze.

La giurisprudenza più recente in tema di perdita del diritto dell’assegno divorzile, chiarisce come anche in caso di convivenza con il nuovo partner tale diritto venga meno. La convivenza deve tuttavia essere stabile e non temporanea: è sufficiente la prova in ordine ad un periodo di convivenza stabile protrattasi per un arco di tempo rilevante successivo al divorzio, da qui la necessità delle indagini investigative.

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