Investigazioni private “fai-da-te”

Investigazioni private “fai-da-te”

Investigazioni Private “fai da te”? Evitatele come la peste!

Durante i colloqui con alcuni clienti, ma non tutti, ci capita spesso di dover sentire delle frasi come ad esempio:perché non mi assume ? oppure ho sbagliato lavoro, dovevo fare l’investigatore privatoo ancora peggio “ho messo un GPS a mio marito/compagno”

Alcune frasi poi ci fanno tremare! Come ad esempio: “posso intercettare le conversazioni ?

Il nostro consiglio è lasciate perdere le investigazioni private fai-da-te!
Evitate di mettervi nei guai e dimenticate lo stereotipo dello 007.

Quando si ha il sospetto che vi sia un relazione extraconiugale sottostante si pensa di tutto, ma soprattutto si combina di tutto come ad  esempio:

Si chiede la macchina in prestito all’amica per dare inizio a investigazioni private fai-da-te, fare un pedinamento, scattare fotografie. L’istinto vi spinge ad investigare, lanciarvi in pedinamenti imbarazzanti o addirittura, ancor più grave, acquistare degli strumenti tecnologici come nei film di 007 e quindi microregistratori, microtelecamere o addirittura microspie facilmente reperibili su internet, strumenti che tra l’altro, rendono le fonti di prova non utilizzabili nel corso del giudizio di separazione, in quanto acquisite illecitamente e quindi passibili di querela da controparte. Il tutto per non riuscire neppure a scovare eventuali segreti nascosti oppure confermare i sospetti.

Sia ben chiaro che neppure un investigatore privato autorizzato può effettuare intercettazioni, tanto meno utilizzare apparecchiature che possano violare la normativa sulla privacy. Gli elementi probatori devono essere acquisiti legittimamente affinché possano essere utilizzati in giudizio.

La prima cosa che pensa il partner quando tradisce è: “devo fare attenzione perché potrei essere pedinato!”

La soluzione per evitare, nella migliore delle ipotesi, il reato di esercizio abusivo della professione è ragionare ma soprattutto riflettere e, nel momento in cui i dubbi diventano assillanti o si verificano situazioni insostenibili, vi consigliamo di contattare la nostra Agenzia Investigativa al fine di evitare rischi inutili che potrebbero compromettere definitivamente il vostro equilibrio personale e familiare.

L’investigatore privato infatti è legittimato, in quanto professionista abilitato, da una autorizzazione Governativa, a svolgere tutte le attività necessarie per acquisire gli elementi di prova e svolgere le azioni per la tutela e per la salvaguardia dei vostri diritti e della vostra vita privata.

Oltre al reato di esercizio abusivo della professione, le azioni di cui sopra se messe in atto da un privato, concretano facilmente delle fattispecie penalmente rilevanti, per fare un esempio: l’art 660 c.p., “se per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo, questo è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a € 516,00” oltre a tutte le fattispecie di reato per violazione della legge sulla privacy.

C’è chi poi si rivolge all’amico che si improvvisa investigatore privato; il così detto “abusivo”. A tale proposito vi è una casistica immensa e, a questo punto, si verifica l’aggravante di concorso di persone nel reato o addirittura un’associazione per delinquere (art. 416 c.p. punito con la reclusione da tre a sette anni).

Vale la pena di rischiare tutto questo ? Siamo a Vostra disposizione!
Non esitate a contattarci, perchè sicuramente troveremo una soluzione al vostro problema.

STUDIO MASILE INVESTIGAZIONI SRLS

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Gli elementi di prova a carico del coniuge che tradisce

Gli elementi di prova a carico del coniuge che tradisce

“Non tutti sanno che con l’addebito della separazione si può ottenere l’esonero dal pagamento dell’assegno di mantenimento ma solo quando viene dimostrato che l’infedeltà coniugale è stata il motivo determinante che ha compromesso il matrimonio”

Gli elementi di prova: come si dimostra l’infedeltà coniugale nella causa di separazione ?

Sugli elementi di prova relativi al tradimento nel matrimonio si è scritto tantissimo, purtroppo, non è mai stata data la giusta importanza al ruolo fondamentale che ricopre l’investigatore privato e talvolta, banalizzando anche l’argomento.

Il tradimento può essere dimostrato con diversi strumenti che se introdotti nel corso del giudizio e, quindi dimostrando L’infedeltà che comporta poi l’addebito della separazione, si può ottenere l’esonero dal versamento dell’assegno di mantenimento ma solo quando viene dimostrato che l’infedeltà sia stata il motivo determinante che ha compromesso il matrimonio.

Nel nostro ordinamento giuridico e quindi nel processo civile è presente un principio rigido che gli studiosi del diritto civile chiamano “tipicità delle prove”.

Gli elementi di prova che possono essere depositati nel corso del giudizio civile sono quelli che il nostro ordinamento ha previsto e non altri.

Le prove documentali

Si potrebbe trattare di una lettera di ammissione del tradimento che si concreta magari in una lettera d’amore che viene reperita dal coniuge nel domicilio coniugale, questa lettera potrebbe essere un elemento di prova documentale.

Per esempio non è una prova documentale una fotocopia o un’email semplice, non certificata, ma la stampa di chat acquisita su un comune social network ha valore probatorio.

Vedi a tal proposito questo nostro articolo

Queste produzioni istruttorie hanno valore di prova se non sono contestate dalla controparte, tuttavia, le contestazioni non possono essere semplici e/o generiche, senza motivare le ragioni, al contrario, bisogna fornire al giudice delle valide giustificazioni per poter supportare la contestazione, ad esempio, la testimonianza costituisce l’elemento di prova necessario per confermare il fatto.

Gli elementi di prova: le fotografie e la relazione sulle indagini svolte dall’investigatore privato

In una recente sentenza il Tribunale di Milano, ha motivato che la foto del detective che ritrae uno dei due coniugi durante una indagine per infedeltà coniugale (in ossequio alla legge sulla privacy ndr), se non viene contestata dalla controparte fa piena prova senza bisogno di altre indagini o prove testimoniali.

A tale proposito si veda il nostro articolo su l’assegno divorzile

In questo articolo si fa un espresso riferimento ad una sentenza del 2020 della Corte d’Appello di Cagliari che richiama appunto la sentenza del Tribunale di Milano.

Corte d’Appello di Cagliari:
è stata depositata nell’interesse del reclamante la relazione investigativa redatta dallo Studio di consulenza di Investigazioni Private del dott. Brunello Masile attestante la convivenza stabile tra due coniugi; tale relazione non è mai stata contestata, neppure genericamente, dall’odierna appellante

= PER QUESTI MOTIVI =

La Corte di Appello di Cagliari, definitivamente pronunciando sull’appello avverso la sentenza del Tribunale di Cagliari, rigetta l’appello e condanna l’appellante alle spese di giudizio.

Ai sensi dell’articolo 115 del codice di procedura civile, la non contestazione specifica costituisce un comportamento rilevante, che vincola il giudice a ritenere quell’elemento di fatto acquisito e provato senza potere più effettuare altri controlli probatori.

Gli elementi di prova: la relazione dell’Investigatore Privato

Se il rapporto investigativo diventa oggetto di conferma attraverso escussione testimoniale dell’investigatore privato, costituisce la prova vera della dichiarazione orale del testimone. Il teste può deporre esclusivamente su fatti avvenuti in sua presenza o dei quali abbia conoscenza diretta.

Attenzione ai falsi testimoni o alle testimonianze inutili

Un consiglio che diamo ai nostri clienti in sede di conferimento dell’incarico professionale è quello di non inventarsi testimoni!

Ad esempio, non si può dire di essere venuto a conoscenza del tradimento perché glielo ha confidato un amico della parte in giudizio, attraverso la cosiddetta testimonianza indiretta oppure, ancora peggio il testimone dice di avere saputo del tradimento perché gli è stato riferito a loro volta da altri soggetti. Questa è una circostanza che non viene presa in alcuna considerazione.

Contattate la nostra Agenzia Investigativa per una consulenza e sapremo darvi le giuste indicazioni per acquisire tutti gli elementi di prova necessari. 

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I maltrattamenti in famiglia

I maltrattamenti in famiglia

I maltrattamenti in famiglia e la violenza sulle donne sono un fenomeno in continua crescita.

Perché rivolgersi alla nostra Agenzia Investigativa.

Lo spunto per questo articolo ci è stato dato dal racconto di una cara amica, attenta lettrice delle nostre news e che a suo tempo, aveva consigliato ad una sua conoscente di rivolgersi alla nostra Agenzia Investigativa per un progetto di indagine.

Ci è stato fatto notare che la frequenza delle notizie sui casi di violenza in famiglia e nei confronti delle donne, sta aumentando di giorno in giorno, pertanto, ci è stato chiesto di affrontare l’Argomento in uno dei nostri articoli.

I maltrattamenti in famiglia sono un reato, è disciplinato dall’articolo 572 del codice penale, ed è configurabile anche al di fuori della famiglia legittima e quindi anche in un rapporto di stabile convivenza e senza che la convivenza abbia una certa durata.

Esso si configura “ogni qual volta un soggetto maltratta una persona appartenente alla sua famiglia o comunque con lui convivente o una persona sottoposta alla sua autorità o che gli è stata affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia o per l’esercizio di una professione o di un’arte.

Cosa si intende per persone di famiglia?

Si considerano tali non solo il coniuge, i  consanguinei, gli affini, gli adottati e gli adottanti ma anche il convivente e tutti coloro che, in qualche modo, sono legati da un rapporto di parentela e ai domestici / collaboratori conviventi.

Cosa si intende per maltrattamenti?

E’ definito maltrattante qualsiasi insieme di atti vessatori, oppressivi e prevaricatori ripetuti nel tempo, lesivi dell’integrità fisica e morale della persona offesa e che, a causa di questa fattispecie, si trovi in una condizione di sofferenza.

Poniamo il caso di uno dei due coniugi inizi una relazione al di fuori del matrimonio o della convivenza ed anziché chiarire subito con il proprio partner, ponga in essere una serie di atti lesivi dell’integrità fisica e morale per costringere in qualche modo l’attuale partner a lasciare il comune domicilio oppure ad interrompere il matrimonio o la relazione.

Cosa consigliamo a chi, leggendo questo nostro articolo, si rende conto di essere vittima di  maltrattamenti ?

Per prima cosa non si deve avere timore di denunciare gli episodi alle Forze dell’Ordine, anche al fine di tutelare, eventuali figli minori.

Se lo ritenete opportuno, contattate la nostra Agenzia Investigativa, per svolgere nel caso di specie, le necessarie investigazioni difensive e, coinvolgendo, all’occorrenza, anche altri specialisti.

Non esitate a contattarci se siete vittima di maltrattamenti in famiglia, vi garantiremo un’assistenza totale per risolvere definitivamente il vostro problema.

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La relazione tossica

La relazione tossica

Come capire se una relazione è tossica?
Perché rivolgersi ad un investigatore privato?

Talvolta ci si rivolge alla nostra Agenzia Investigativa perché uno dei due partner ritiene, dal comportamento dell’altro, che vi possa essere una relazione clandestina sottostante.
In alcuni casi può non essere così; probabilmente sei vittima di una relazione tossica e non sai di esserlo.

Cosa vuol dire relazione tossica?
qualsiasi relazione tra persone che non si sostengono a vicenda, dove c’è conflitto e uno cerca di minare l’altro, dove c’è competizione, dove c’è mancanza di rispetto e di coesione”.
Questa è una relazione tossica!

Quali sono i segnali di una relazione tossica?

Il primo è indubbiamente la violenza fisica.

Botte e schiaffi, sono comportamenti  inammissibili. Scenate di gelosia ingiustificate che sfociano in episodi a dir poco allucinanti. 
Attenzione quindi! Nessun tipo di amore ammette comportamenti violenti.

Talvolta alcuni scambiano la violenza per passione ma non è così. Quando si verificano tali comportamenti è bene uscire il prima possibile dalla relazione, cercando aiuto.

Violenza verbale e manipolazioni

Altro segnale è la violenza verbale. La violenza verbale, in genere, si manifesta con insulti e minacce, solitamente, è accompagnata dalla manipolazione. Più esile della manipolazione fisica ma ugualmente dolorosissima.

Come si manifesta la manipolazione verbale?

Si manifesta sotto le spoglie della svalutazione del partner, sarcasmo ingiustificato offese, talvolta anche banali, ma sempre con l’intento di “bullizzare” il proprio coniuge o il compagno/a.

In genere il manipolatore sceglie un partner che cercherà di sottomettere scegliendo la zona più vulnerabile da attaccare, per poi aprire il varco alla manipolazione affettiva.

Attenzione! Nelle nostre indagini afferenti la sfera familiare abbiamo potuto verificare che questa fattispecie si verifica in genere all’esordio di una relazione extraconiugale ed è strettamente collegata alla litigiosità nel rapporto di coppia.

Il dialogo sano sfocia poi nella conflittualità, quando si deve far in modo che sia uno dei due partner a provocare il litigio ed a scegliere la via della separazione.
Non ci si ascolta, l’unico scopo di ogni  discussione diventa sempre quello di “smontare” l’altro. Non c’è interesse a trovare la soluzione al problema dell’altro e viceversa ma l’unico intento di uno dei due e solo quello di ferire il proprio parter.
Questo genere di problematiche sono state analizzate dalla nostra Agenzia Investigativa specializzata nelle indagini familiari da oltre 50 anni.

Attenzione poi ai repentini cambiamenti di ruolo: ad una tratto il partner diventa vittima, persecutore ma anche il “salvatore” delle situazioni più difficili.

Perché rivolgersi alla nostra Agenzia Investigativa ?

Se vi accorgete di essere finiti nel circolo vizioso della relazione tossica, non esitate a chiederci aiuto. Se la situazione è grave, se cioè il vostro partner vi maltratta o vi perseguita, non esitate a contattarci.
Uno staff di professionisti vi aiuterà a risolvere definitivamente il problema.

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La tutela della reputazione commerciale

La tutela della reputazione commerciale

Come difendere la reputazione commerciale e personale e come ottenere il risarcimento del danno

Se sono un imprenditore o un libero professionista e taluno diffonde delle notizie false sul mio conto?

Se subisco delle perdite economiche gravi posso chiedere il risarcimento dei danni ?

L’orientamento della Corte di Cassazione

Vi è una sostanziale distinzione tra due tipi di danno.

1. Danno personale
2. Danno commerciale

Il danno personale: è la lesione dell’onore e della rispettabilità di una persona, considerato come essere umano. In questo caso la reputazione personale viene lesa tra i suoi conoscenti e/o amici nella città o nel paese in cui vive.

Il danno commerciale: il danno sfocia prevalentemente nella sfera economica della persona in questione.
Questo avviene quando una persona o comunque una società si rivolgono ad un professionista o ad un imprenditore e resta deluso dal lavoro e/o dalla prestazione professionale svolta ed in conseguenza di ciò iniziano a parlar male di costoro tra amici, parenti e conoscenti riducendo – gravemente – la clientela.

Nel caso in cui si verifichino le predette fattispecie è necessario acquisire gli elementi di prova affinchè venga riconosciuto il danno emergente ed il conseguente lucro cessante.

Come difendersi e come ottenere il risarcimento dei danni

Risarcimento danni per lesione della reputazione professionale e/o commerciale come ottenere il risarcimento del danno.

Come si può ottenere il risarcimento del danno qualora si riesca a ricondurre la natura e l’entità del danno subito e del lucro cessante ?

La nostra Agenzia Investigativa è in grado di suggerire le modalità per acquisire tutti gli elementi di prova al fine di ottenere il risarcimento del danno.
E’ onere di colui che ha subito il danno dimostrare non solo la quantità e l’entità delle perdite subite e, nel rispetto dell’orientamento giurisprudenziale della Suprema Corte, è onere della vittima dimostrare anche quanti e quali danni sono stati subiti a causa di tali comportamenti delittuosi.

La nostra Agenzia Investigativa è in grado di acquisire tutta la documentazione necessaria per quantificare il danno subito per poi redigere un dettagliato rapporto investigativo da depositare nel corso del giudizio sia penale che civile. 

Quando si ha diritto a un risarcimento danni?

Per poter richiedere il risarcimento dei danni devono sussistere questi quattro requisiti che verranno poi approfonditi nel corso delle indagini ai fini dell’esercizio dell’azione penale e/o dell’azione civile

  1. Si deve aver subito un danno
  2. Ci deve essere un comportamento scorretto e illegittimo di qualcuno con delle precise attività diffamatorie
  3. Deve sussistere il nesso di causalità (il nesso di causalità, in diritto indica la relazione che lega in senso naturalistico un atto o un fatto e l’evento che vi discende, secondo la diversa prospettiva dinamica dalla quale si osserva un dato fenomeno) tra il comportamento scorretto e il danno subito. 
  4. Si deve poter provare che il nesso causale tra comportamento e danno sia reale ed effettivo.

Il consiglio, per chi abbia subito danni a causa di diffamazioni o altri comportamenti scorretti, è quello di rivolgersi alla nostra  Agenzia Investigativa al fine di acquisire tutti gli elementi di prova e ottenere così il risarcimento del danno subito.

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