Violazione e sottrazione del Know how aziendale

Violazione e sottrazione del Know how aziendale

Alcuni assistiti che si rivolgono, seppur per una consulenza, alla nostra Agenzia Investigativa lamentano la violazione del proprio know-how aziendale

Per ottenere il risarcimento del danno, è necessario innanzitutto dimostrare di aver adottato tutte le misure di sicurezza che devono essere assolutamente antecedenti all’avvenuta violazione del Know How aziendale.

Molte aziende, ingenuamente, hanno sostenuto nel corso del giudizio civile per il risarcimento del danno, relativo alla violazione e sottrazione del Know how aziendale, di aver dotato i loro preposti di password particolari per poter accedere ai sistemi informatici e quindi credendo di mantenere riservate le informazioni contenute nei sistemi di loro proprietà.
Le sentenze di alcuni tribunali, hanno legittimato questa argomentazione, altri invece, le hanno respinte per la mancanza o per insufficienza di elementi probatori.
Le misure di segretezza da adottare sono ben altre e che riguardano determinate misure di sicurezza e di prevenzione con accorgimenti che la nostra Agenzia Investigativa consiglia ai suoi assistiti, quando vi è il dubbio che si possano verificare violazioni e sottrazioni del Know how aziendale.

Le violazioni sono mutate nel corso del tempo e vissute, giorno dopo giorno, in 50 anni di vita professionale della nostra Agenzia Investigativa.

Soprattutto bisogna distinguere tra misure di natura legale e misure organizzative; infatti, la nuova normativa all’articolo 32 GDPR, prevede l’ adeguatezza delle misure di sicurezza, quindi tecniche organizzative di sicurezza per garantire un livello adeguato al rischio.

E’ chiaro che la norma non può non andare nella direzione indicata dal codice della proprietà industriale, e quindi richiedere al detentore del know-how la protezione del proprio bene, seppur immateriale, quali ad esempio studi di laboratorio, esperienze tecniche, dati di marketing, liste dei clienti e quant’altro.

Prospettive e Conclusioni

Il fenomeno della violazione e sottrazione Know how aziendale è in continua ascesa. 

Se hai il sospetto di essere vittima di una violazione del Tuo Know how aziendale, non esitare a contattare la nostra Agenzia Investigativa, studieremo insieme il problema per poi arrivare ad una soluzione.

Contattaci senza alcun impegno cliccando qui.

STUDIO MASILE INVESTIGAZIONI SRLS

Via San Lucifero, 59 - 09125 Cagliari  - Tel. 070.270010 -   P. IVA 03792660924
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Lo storno dei dipendenti

Lo storno dei dipendenti

Quali sono i casi di storno di dipendenti e quali i rimedi da adottare

Uno dei casi più importanti che la nostra Agenzia Investigativa ha trattato diversi anni fa, circa lo storno dei dipendenti, è stato proprio un caso di una impresa che trattava la vendita all’ingrosso di legnami.

Cosa è lo storno dei dipendenti ? 

E’ La differenza, tra la lecita assunzione e il danneggiamento dell’impresa concorrente che costituisce un atto di concorrenza sleale e che viene identificato come l’intento di danneggiare l’impresa concorrente. Nella fattispecie, l’impresa nostra Cliente era stata messa in grossa difficoltà dalla perdita dei suoi dipendenti e collaboratori.

Infatti, i dipendenti stornati, erano persone particolarmente qualificate, come il direttore vendite, il responsabile del personale e taluni agenti di commercio, promettendo loro lauti guadagni ed incentivi superiori di gran lunga all’impresa stornata, la quale, subiva una enorme perdita nella propria attività, in particolare, per così dire “non riassorbibile” attraverso una adeguata riorganizzazione della propria impresa.

Dall’altra parte l’impresa stornante, che tra l’altro aveva aperto la propria sede operativa, di fronte all’impresa stornata, si era impossessata di conoscenze tecniche e specialistiche senza affrontare alcun tipo di costo, legato sia all’investimento in tecniche di vendita che di formazione.

Quando è illecito lo storno dei dipendenti ? 

Quando la sottrazione di dipendenti altrui, avviene con modalità tali da danneggiare l’azienda concorrente e impedire a quest’ultima di continuare a competere e lavorare. Nel caso di specie, danneggiando l’organizzazione aziendale, ottenendo un indebito vantaggio.

Nel caso dell’impresa nostra Cliente era stata proprio la simultaneità del passaggio di un numero elevato di dipendenti dall’impresa stornante all’impresa stornata, la qualifica dei dipendenti, come il direttore vendite, il responsabile del personale e taluni agenti di commercio.

Quali i metodi adottati dall’impresa stornante?
1. La violazione dell’obbligo di fedeltà in costanza del rapporto di lavoro
2. Le dimissioni senza osservare il periodo di preavviso
3. La frequentazione della medesima clientela
4. Denigrazione dell’impresa stornata

Quali rimedi adottare? 

I rimedi in caso di storno di dipendenti e come può intervenire la nostra Agenzia Investigativa ?

L’impresa che ha subìto lo storno illecito dei propri dipendenti, una volta dimostrata la concorrenza sleale, con gli elementi di prova che abbiamo acquisito durante le indagini ha chiesto il risarcimento del danno all’impresa concorrente .

La nostra Agenzia Investigativa ha assolto un duplice onere probatorio, infatti abbiamo dimostrato che:

  •  lo storno dipendenti era illecito in quanto atto di concorrenza sleale da parte dell’altra azienda;
  •  per effetto dello storno, ha subìto un danno emergente ed un lucro cessante.

Se ritieni di essere vittima di storno dei tuoi dipendenti, contattaci senza alcun impegno cliccando qui.

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Uso illecito delle informazioni riservate della Società

Uso illecito delle informazioni riservate della Società

L’uso illecito delle informazioni riservate della Società

Nell’articolo che precede, abbiamo affrontato il problema relativo alla concorrenza sleale dell’ex socio “un’insidia nascosta”, ma soprattutto quali problematiche si verificano nell’ambito della concorrenza sleale

Più precisamente le problematiche che si possono verificare sono:
  •  Usare informazioni riservate
  •  Stornare dipendenti
  •  Stornare clienti
  •  Stornare liste clienti e/o documenti della società
  •  Elenchi e/o materiale della società

Oggi, vogliamo affrontare un problema che in genere viene sottovalutato dall’imprenditore, ovvero l’uso illecito delle informazioni riservate della Società.

Il detentore delle informazioni aziendali ed esperienze tecnico industriali ha il diritto di vietare ai terzi e quindi sia ex dipendenti o dirigenti di rivelare a terzi od utilizzare in modo illecito le informazioni ed esperienze acquisite a
meno che non siano state acquisite in maniera indipendente.

Il testo dell’articolo 98 del CPI (Codice della Proprietà Industriale) che qui di seguito riportiamo è molto chiaro in tal senso:

      1. Costituiscono oggetto di tutela i segreti commerciali. Per segreti commerciali si intendono le informazioni aziendali e le esperienze tecnico-industriali, comprese quelle commerciali, soggette al legittimo controllo del detentore, ove tali informazioni:
a) siano segrete, nel senso che non siano nel loro insieme o nella precisa configurazione e combinazione dei loro elementi generalmente note o facilmente accessibili agli esperti ed agli
operatori del settore;
b) abbiano valore economico in quanto segrete;
c) siano sottoposte, da parte delle persone al cui legittimo controllo sono soggette, a misure da ritenersi ragionevolmente adeguate a mantenerle segrete.
      2. Costituiscono altresì oggetto di protezione i dati relativi a prove o altri dati segreti, la cui elaborazione comporti un considerevole impegno ed alla cui presentazione sia subordinata l’autorizzazione dell’immissione in commercio di prodotti chimici, farmaceutici o agricoli implicanti l’uso di nuove sostanze chimiche.

Quindi, sono oggetto di tutela tutte le informazioni tecniche relative a prodotti, formule e procedimenti di lavorazione, informazioni commerciali ed amministrative che abbiano valore economico e che non siano di dominio pubblico.

La nostra Agenzia Investigativa, interviene attraverso misure di sicurezza e che la nostra esperienza in 50 anni di professione, ritiene siano funzionali per evitare che si possa configurare l’illecito di concorrenza sleale per scorrettezza professionale.

Tale fattispecie si verifica anche quando un impresa assume un dipendente chiave della concorrenza e lo destina, a clienti che aveva seguito presso la concorrente, consentendo quindi un vantaggio illecito.
La nostra Agenzia Investigativa, interviene in tutto il territorio nazionale, proprio per evitare che si verifichino le condizioni per ottenere un vantaggio, non appropriabile sul mercato e soprattutto di natura illecita e consentendo di ottenere il conseguente risarcimento del danno dal competitor scorretto.

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La concorrenza sleale dell’ex socio

La concorrenza sleale dell’ex socio

L’insidia peggiore che abbiamo potuto riscontrare in oltre cinquant’anni di attività è la concorrenza sleale di chi faceva parte della società.

Hai avuto un improvviso calo di fatturato?
Molti Clienti non ti contattano più?
Sei vittima di una pubblicità ingannevole?
I tuoi competitors parlano male di te?
I tuoi dipendenti rassegnano le dimissioni  senza darti alcuna giustificazione ?

Se la tua risposta è “sì”, sei vittima della concorrenza sleale!

La concorrenza sleale dell’ex socio scorretto è una delle questioni più problematiche che ogni imprenditore deve affrontare nella propria attività, ed è per questo che talvolta il nostro Studio viene incaricato di svolgere le indagini in tal senso.
L’insidia peggiore che abbiamo potuto riscontrare in oltre cinquant’anni di attività è la concorrenza sleale di chi faceva parte della società, in quanto ex socio ed è in possesso di informazioni riservate e delicate dell’azienda e che potrebbe utilizzare scorrettamente nell’ambito della propria attività proprio contro di te.

Quando si verifica la concorrenza sleale? Ecco una casistica dei casi più frequenti:
usare informazioni riservate della Società;
stornare dipendenti o clienti della Società;
sottrarre liste clienti e/o documenti relativi a strategie commerciali, elenchi e/o materiale di proprietà della Società.

Se hai necessità di una consulenza e devi fermare la concorrenza sleale contattaci subito, ti suggeriremo le attività investigative necessarie per risolvere definitivamente il problema e chiedere il risarcimento del danno.

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Dipendenti pubblici assenteisti

Dipendenti pubblici assenteisti

Dipendenti Pubblici Assenteisti, Ruolo e funzione dell’investigatore privato

Il datore di lavoro pubblico può rivolgersi all’investigatore privato per verificare il mancato svolgimento dell’attività lavorativa da parte del dipendente?
Ebbene SI.
Questa è la conclusione alla quale è giunta la Corte di Cassazione in una recente sentenza.
Il controllo, tuttavia, non deve essere diretto a verificare l’esecuzione delle prestazioni lavorative ma la causa dell’assenza del dipendente.
La Cassazione ha avuto modo di chiarire che è possibile rivolgersi all’agenzia investigativa nel caso via sia solo il sospetto o l’ipotesi in cui il dipendente pubblico sia assente dal posto di lavoro per dedicarsi ad altre attività, ad esempio, assenza dal posto di lavoro per attività
hobbistiche e quindi una finta malattia, richiesta del permesso sindacale per organizzare eventi ludici e/o sportivi, utilizzo illecito della legge 104 e quant’altro.

Al di fuori delle casistiche sopracitate, è vietato l’utilizzo di agenzie investigative.
Tali attività non possono essere delegate per nessun motivo agli istituti di vigilanza privata e pertanto a guardie giurate che non hanno nessun tipo di legittimazione per poter svolgere questi controlli. Nel qual caso si verificherebbe la fattispecie di reato di esercizio abusivo della professione.
A stabilirlo è lo statuto dei lavoratori che agli articoli 2, 3 e 4 delimita il campo entro cui il datore può vigilare sull’attività dei dipendenti.
In particolare, lo stesso può avvalersi di guardie giurate (articolo 2), ma solo per la contestazione di condotte che minacciano il patrimonio aziendale, (articolo 3)

Il codice civile all’articolo 2104, disciplina “la diligenza del prestatore di lavoro” afferma che il prestatore di lavoro è soggetto al potere di direzione e controllo sull’attività svolta, direttamente dal datore o dai preposti superiori gerarchici.

In questo contesto, si inserisce la recente sentenza, ovvero il licenziamento per motivi disciplinari.
Il dipendente si era dedicato in orario di lavoro ad altre attività.
Condannato sia in primo che in secondo grado il lavoratore ha ricorso in Cassazione contestando nel giudizio di legittimità l’inutilizzabilità degli elementi di prova ottenuti grazie all’attività dell’agenzia investigativa, a suo dire, contraria allo Statuto dei lavoratori.
Nel caso di specie, la Suprema Corte ha pienamente condiviso l’orientamento del giudice di appello nel ritenere il controllo in esame diretto “non a verificare le modalità di adempimento della prestazione lavorativa, ma le cause dell’assenza del dipendente dal luogo di lavoro, riguardanti il mancato svolgimento dell’attività lavorativa”.
Il dedicarsi ad attività extra in orario di lavoro è considerato di gravità tale da non essere soggetto alle limitazioni previste dallo Statuto dei lavoratori.
E’ fondamentale sottolineare come le dichiarazioni testimoniali dell’investigatore privato possono essere ammesse in giudizio, per dimostrare la liceità dei controlli. Il datore può altresì allegare in giudizio le relazioni dell’Agenzia investigativa.

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